
Etnocentrismo: quando ci crediamo al centro dell’universo
Attenzione: le parole che si riferiscono all’identità di genere non sono state automaticamente declinate al maschile.
Queste vengono fatte terminare con una “X” con l’intenzione di lasciare a chi legge la libertà d’interpretazione.
Etnocentrismo è un termine che è stato coniato dal sociologo G.W Sumner (1907) e indica la tendenza a giudicare i membri, la struttura, la cultura e la storia di gruppi diversi dal proprio, utilizzando come riferimento i valori, le norme sociali e i costumi con i quali si è statx educatx. In altre parole è quando supervalutiamo la nostra cultura di appartenenza e svalutiamo quella altrui.
« …è la percezione in cui il proprio gruppo (di appartenenza) è il centro di tutto e tutti gli altri sono ridimensionati e valutati di conseguenza. Ogni gruppo alimenta il proprio orgoglio e vanità, si fregia di essere superiore, esalta le proprie divinità e disprezza gli estranei. Ogni gruppo pensa che le proprie credenze popolari siano le uniche giuste. L’etnocentrismo porta le persone a ingigantire e intensificare ogni aspetto delle proprie credenze popolari che le rende peculiari e diverse da quelle degli altri».
(Sumner, 1906)
Ciò che abbiamo appreso durante la nostra educazione diventa quindi il metro di giudizio insindacabile per erigere un muro tra noi e gli altri. Da una parte ci siamo “noi”, che abbiamo una cultura giusta, con tradizioni e costumi giusti; dall’altra ci sono “loro”, con una cultura strana e inconcepibile, con tradizioni e costumi incomprensibili ed eccentricamente immorali.

Theodor Adorno e i suoi colleghi (1950) aggiungono un pezzettino alla definizione di Sumner. Per loro sarebbe una tendenza inconsapevole, strettamente legata a come razionalizziamo la nostra visione del mondo, che si attiva in particolare quando i gruppi esterni svalutati (gli “altri”) sono l’espressione di una minoranza; cioè «di una componente della realtà sociale giudicata più debole rispetto a quella a cui si appartiene».
Questa riflessione ha portato Adorno a considerare l’Etnocentrismo una delle quattro dimensioni che compongono l’Autoritarismo insieme ad “Antisemitismo”, “Conservatorismo politico-economico” e “Tendenze antidemocratiche e fascismo potenziale”.
L’Etnocentrismo è tornato a essere facilmente riconoscibile non solo nei discorsi politici dex leader conservatorx ma anche nei commenti di odio molto diffusi nei social, soprattutto Facebook.

Il discorso politico odierno incoraggia molto l’Etnocentrismo. Riconoscerlo nelle dichiarazioni dex politicx è la chiave per capire come questx abbiano l’intenzione e le capacità di innescare nex cittadinx sentimenti di orgoglio nel percepire il prossimo come diverso e sbagliato. Questo purtroppo accade soprattutto sui social, dove la sanzione sociale è pressoché nulla.
Curiosità
L’Etnocentrismo viene misurato chiedendo di rispondere con un grado di accordo/disaccordo a domande come:
- «I ne*ri hanno i loro diritti, ma è meglio tenerli nei loro quartieri e nelle loro scuole, ed evitare che abbiano troppi contatti con i bianchi»;
- «Certe sette religiose che rifiutano di salutare la bandiera dovrebbero essere forzate a conformarsi a questa azione patriottica, oppure essere abolite».
Per approfondimenti scopri che cos’è la psicologia sociale e di cosa si occupa.
Bibliografia:
- Brewer, M. B. (2005). Ethnocentrism and prejudice: A search for universals. In Social psychology of prejudice: historical and contemporary issues/edited by Christian S. Crandall, Mark Schaller. Lawrence, Kan.: Lewinian Press, c2005.. Lawrence, Kan.: Lewinian Press.
- Sumner, W. G. (1906). Folkways: The Sociological Importance of Usages. Manners, Customs, Mores, and Morals, Ginn & Co., New York, NY.
- Catellani, P. (2011). Psicologia politica. Il mulino.
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